certe informazioni (a volte) non servono – la monografia di un punto fiduciale catastale

premessa

io sono una di quelle persone che pensa che la distribuzione “libera” delle informazioni sia un grande valore aggiunto. Credo fortemente negli “open data” e nell’opensource. Credo anche che, quando durante il nostro lavoro ci capita di incrontrare una difficoltà, la prima cosa da fare è informarsi.

Le informazioni sono fondamentali. In tutti gli ambiti della vita. Lo scriveva anche Sun Tzu:

“conosci il nemico come conosci te stesso”

Sun Tzu, L’Arte della Guerra, 400-320 a.C.

Lo ha scritto anche Paolo Attivissimo:

La prima liea di difesa è la conoscenza.

Paolo Attivissimo, “L’Acchiappavirus”, 2004

Ora, escludendo scenari bellici, il “nemico” a volte è anche solamente una criticità incontrata durante il nostro lavoro, una operazione che non ci riesce, uno strumento che non funziona come dovrebbe o un software che restituisce un errore, ma che non capiamo o riusciamo a risolvere da soli.

La prima cosa da fare, in questi casi è informarsi, studiare, capire!

La conoscenza degli strumenti di lavoro, delle attività connesse e le “specifiche tecniche” relative ad un certo formato di file che dobbiamo produrre, è fondamentale per comprendere pienamente cosa dobbiamo fare, come e perché!


veniamo al dunque, geometra!

Dopo questa premessa vengo al dunque: mi è capitato, qualche tempo fà, di scontrarmi con un’operazione tutto sommato banale ma che non sono riuscito subito a risolvere.

Si trattava di predisporre una “monografia” di un punto fiduciale catastale, oggetto di rettifica, che sarebbe dovuta andare presentata in catasto in modalità telematica.

Il punto fiduciale è un particolare topografico, univocamente individuato e geometricamente definito, idoneo a essere utilizzato come riferimento per tutte le misure inerenti le operazioni di formazione e adeguamento della cartografia e di redazione degli atti geometrici di aggiornamento da parte dei tecnici professionisti abilitati.

dal sito dell’Agenzia Delle Entrate

in questo link rimando direttamente al sito dell’Agenzia delle Entrate.

Le monografie vengono confezionate direttamente all’interno del software Pregeo (che è gratuito, obbligatorio ma NON opensource, mannaggia!).

La procedura prevede di individuare il punto nell’elenco dei punti caricati in pregeo (lo dovete fare voi) e, selezionato il punto di interesse si procede con la “monografia”.

Il software vi chiederà alcune caratteristiche del punto in questione (coordinate, attendibilità, ecc…) e poi vi condurrà alla schermata di carico delle immagini. Ne serve una di inquadramento, diciamo “panoramica”, una con un dettaglio e un piccolo stralcio della mappa catastale con indicato dove il punto si trova.

Pregeo è un software che ormai ha molti anni, e anche se viene aggiornato con relativa costanza, non si può parlare di software moderno.

Ho incontrato delle difficoltà (ve lo dico subito, le ho poi individuate e risolte e ve le sto per condividere proprio in questo articolo) nel caricare proprio le immagini.

Dovete caricare le immagini in formato jpg, in modo che il peso complessivo del pdf risultante della monografia non superi i 320kb.

Solo che non vengono fornite ulteriori caratteristiche dei file jpg da caricare (livello di compressione, tipologia di profilo colore associato, ecc).

Il software ha continuato a restituirmi una serie di “errori di visualizzazione” e mi ha deliziato con una infinita sequenza di crash, senza MAI generare questa benedetta monografia.

Devo confessare che ho gettato la spugna dopo una giornata passata così.

Ho chiesto a un amico e collega di generarmi la monografia, sapendo che anche lui fa pratiche catastali e che gli è capitato di produrre monografie.

Il collega ha gentilmente provveduto a produrmi il pdf e mandarmelo e con quello ho potuto procedere e completare la pratica catastale che attendeva l’aggiornamento di questa monografia.

Qualche giorno dopo sono stato dal collega e ho chiesto come avesse fatto a produrre la monografia.

La sua procedura differiva dalla mia solamente perchè PRIMA di caricare le immagini che gli avevo fornito, provvedeva a stamparle e scansionarle con uno scanner.

La cosa mi ha fatto pensare…

Alla fine ho scoperto quale è la differenza tra un file prodotto da un dispositivo (macchina fotografica, smartphone) e uno scansionato da una stampa cartacea: lo scanner NON tagga le immagini con informazioni quali tempo di scatto, apertura di diaframma, uso o meno del flash e altri.

Il problema della monografia è stato risolto dalla mancanza dei metadati all’interno dei file jpg caricati in pregeo.

Io sono un utente gnu/linux, e ho usato uno strumento, peraltro disponibile anche per windows, che si chiama exiftool.

lo trovate qui.

non spaventatevi, utenti windows… ne esiste anche una gui (grafical user interface, una interfaccia grafica), qui.

E’ estremamente potente e vi permette di consultare, scrivere, estrarre e modificare i metadati contenuti all’interno delle immagini.

non sono un “fanatico” della riga di comando, ma trovo che sia decisamente più semplice che installare un ulteriore software.

nel mio caso è bastato dare un:

exiftool -all= *.jpg

in sostanza il comando utilizza exiftool per sostituire un stringa vuota (non c’è nulla dopo il simbolo “=” in tutti i file jpg presenti nella cartella dalla quale si esegue il comando.

semplicissimo!

quindi, se anche voi avete problemi con pregeo nel produrre le monografie, potrebbe essere questo il motivo.

Buone monografie!

certe informazioni (a volte) non servono – la monografia di un punto fiduciale catastale
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